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IL MIO CANE, I MIEI TARTUFI

Ero ancora un bambino…e ben ricordo che a mio padre non era mai piaciuto dormire, ancor meno la domenica quando poteva andare a tartufi. Era un rito che lo aveva accompagnato nel tempo e che destava in me sempre una grandissima curiosità, collegata alla recondita ma costante speranza di veder spuntare un tartufo enorme dalle tasche del gilet ogni volta che rientrava a casa.

In una calda serata estiva, al tramonto di una giornata passata alla ricerca dei tartufi, mio padre – mentre sciorinava racconti in serie celebrando le doti di eccellente scavatore del suo cane – si abbandonò con mio grande stupore alla promessa, quasi un tacito segreto, che l’indomani – alle prime luci dell’alba – sarei stato non più solo uditore ma protagonista dei suoi innumerevoli racconti, le cui trame avvincenti ancora oggi mi emozionano. Sì: sarebbe toccato proprio a me! Mio padre – come ogni buon tartufaio di un tempo – era riservato, chiuso, schivo e diffidente. L’imperativo era: preservare e mantenere segreti i propri luoghi. Ricordo ancora quel dì: “cavammo” una gran quantità di tartufi ma lui continuava a ripetermi: “Mi raccomando: non parlarne con nessuno”. Di lì a poco “scovare” tartufi divenne per me un gioco, un divertente passatempo.

All’età di 15 anni, spinto da una sconfinata passione e dedizione, riuscii a convincere mio padre a prendere il mio primo cucciolo di nome Brina. Descriverlo sarebbe superfluo, perché ciò che ha lasciato è ancora indelebile nella nostra memoria: fu con lui che diventai un tartufaio.

La base di un addestramento proficuo sta nell’ instaurare un rapporto di alchimia tra il cane e il conduttore: è solo quando si compone questa miscela quasi simbiotica che si riesce ad ottenere l’impensabile. Ancora oggi, tra la gente di paese, si rammentano le sue gesta: era un cane speciale e inimitabile, di una rara intelligenza. Grazie a lui sono riuscito a selezionare un fenotipo unico nel suo genere, ottenuto in virtù di alcuni incroci sviluppati da me. In azienda ci sono ancora i suoi diretti discendenti le cui indubbie abilità saranno la guida per accompagnarvi lungo un percorso di emozioni particolari ed intense…

Ho trasmesso così la mia passione a mia moglie, con la quale ho creato l’azienda. Ottimismo e determinazione hanno trasformato il nostro sogno in realtà; dedizione ed impegno, le nostre mille idee in tanti progetti! 

Mia moglie Virginia é creatività e fantasia, insieme abbiamo trovato il giusto equilibrio per poter condurre la nostra azienda in modo efficace,  proiettati verso la crescita e nuovi traguardi!

 

iL DIAMANTE NERO

I tartufi sono funghi tuberali, apprezzati per il profumo penetrante e per il sapore inconfondibile. Per gli antichi greci il tartufo era il frutto della fusione tra fulmine, acqua e terra. L'esistenza di questo frutto di terra risale al tempo dei Sumeri, Plinio il Vecchio narra, nei suoi scritti, l'esistenza di tartufi. Anticamente, si riteneva che il tartufo fosse addirittura un animale.

Carboidrati8%
Grassi14%
Proteine77%
Fibre8%